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La vera ricchezza sono le persone: senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane, che hanno valore inestimabile agli occhi di Dio e anche agli occhi del vero imprenditore. (Papa Francesco)
5 - 19 settembre, lun - sab 15.30-18.30 dom 9.00-12.30
MOSTRA D'ARTE: LA BELLEZZA DEL CREATO 2025, In occasione della XX Giornata Nazionale per la Custodia del Creato
organizzato da Parrocchia San Giovanni Bosco Palermo, We Can Hope" Associazione onlus di Termini Imerese, Parrocchia San Gaetano- Maria SS del Divino Amore di Palermo.
Con il Patrocinio della Caritas Diocesana di Palermo, dell'Ufficio per le comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Palermo, dell'Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro dell'Arcidiocesi di Palermo, del Servizio Diocesano di Pastorale giovanile, dell'UCSI Palermo, della testata giornalistica Porta di Servizio di Palermo.
Evento ideato e organizzato da P. Giuseppe Calderone, Curatrice della mostra e allestimento Nicoletta Militello
espongono: Adriana Bellanca, Annita Borino, Maria Laura Calderone, Caterina Cannavò, Ferdinando Caronia, Chiara Costa, Anna Giulia Enrile, Patrizia Di Piazza, Fanny Rumeo, Nicoletta Militello
Parrocchia "San Giovanni Bosco", via Messina Marine, 259, - Palermo
In evidenza
1 maggio 2025

La Festa dei Lavoratori, in questo Anno giubilare, vuole offrire orizzonti di speranza agli uomini e alle donne del nostro tempo, consapevoli «che il lavoro umano è una chiave, e probabilmente la chiave essenziale, di tutta la questione sociale, se cerchiamo di vederla veramente dal punto di vista del bene dell’uomo» (Giovanni Paolo II, Laborem exercens, 3).
La tutela, la difesa e l’impegno per la creazione di un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, costituisce uno dei segni tangibili di speranza per i nostri fratelli, come Papa Francesco ci ha indicato nella Bolla di indizione dell’Anno giubilare (cf. Francesco, Spes non confundit, 12).L’esperienza della pandemia ci ha consegnato un modo di lavorare nel quale è possibile coniugare in molte circostanze lavoro in presenza e a distanza, aumentando la nostra capacità di conciliare vita di lavoro e vita di relazioni soprattutto nel cosiddetto smart working, ma rischiando anche di impoverire i rapporti umani tra i lavoratori e le stesse relazioni familiari. Un effetto strutturale e fondamentale lo sta esercitando la grave crisi demografica, per la quale vedremo nei prossimi anni uscire dal mercato del lavoro la generazione più consistente, sostituita progressivamente da un numero sempre più ridotto di giovani. Allo stesso tempo, accade qualcosa di paradossale, ossia lo sfruttamento di fratelli immigrati, dimenticando che la loro presenza può costituire un motivo di speranza per la nostra economia, ma solo se verranno integrati secondo parametri di giustizia. Inoltre, oggi, con quello che viene chiamato mismatch, ossia il disallineamento tra domanda e offerta, assistiamo contemporaneamente al fenomeno di posti di lavoro vacanti, che non trovano personale con le necessarie competenze, e giovani disoccupati che non hanno i requisiti adatti. Resta sullo sfondo, infine, la dura «legge di gravità» della competizione globale per la quale le imprese cercano di localizzarsi laddove i costi (quello del lavoro incluso) sono più bassi. E questo alimenta una spirale al ribasso su costo e dignità del lavoro.
Se il dato statistico sulla disoccupazione, in forte calo, potrebbe spingere all’ottimismo, sappiamo invece che dietro persone formalmente occupate c’è un lavoro povero. Occorre, infine, considerare la situazione delle donne, che in alcuni ambiti vengono penalizzate non solo con una minore retribuzione, ma anche con l’assenza di garanzie nei tempi della gravidanza e della maternità. Non ci sarà piena giustizia, infine, senza sicurezza sul lavoro, la cui mancanza fa ancora tante vittime. Per dare speranza occorre invertire queste tendenze: sarà uno dei segni più rilevanti del Giubileo.
Esistono tuttavia segni di speranza da alimentare per essere generativi e per far nascere e promuovere lavoro degno ma, come sempre, essi richiedono la nostra partecipazione attiva per proseguire l’opera della Creazione. Un segno di speranza è il riconoscimento nei contratti di lavoro nazionali dell’importanza della formazione permanente e della riqualificazione durante gli anni di lavoro. È necessario valorizzare, inoltre, lo strumento degli stessi contratti per impiegare le risorse a disposizione anche in forme di welfare e di assicurazione attenti alle emergenze sanitarie e familiari. È segno di speranza la creazione di relazioni virtuose tra datori di lavoro e lavoratori, dove il dialogo, la riconoscenza, i meccanismi di partecipazione, alimentano fiducia e cooperazione mettendo in moto le motivazioni più profonde della persona e facendo crescere la forza dell’impresa e la qualità del lavoro.
Come Chiesa abbiamo sentito, in questi anni, la responsabilità di impegnarci su questo fronte, non solo assicurando vicinanza e conforto a chi è in difficoltà, ma contribuendo a creare «un’alleanza sociale per la speranza che sia inclusiva e non ideologica» (Spes non confundit, 9). Lo abbiamo fatto anche con visioni che donano prospettive di speranza, come quelle dell’economia civile, e investendo in interventi generativi, volti alla creazione di una cultura del lavoro e di opportunità, come il Progetto Policoro, con il quale da trent’anni la Chiesa in Italia investe su giovani animatori di comunità formati per impegnarsi nelle loro diocesi. Negli ultimi anni essi hanno operato nel solco dell’ecologia integrale, che guarda alla sostenibilità e all’interdipendenza tra dimensione sociale ed ecosistema. Dal Progetto Policoro sono nati frutti significativi e imprese capaci di stare sul mercato e di promuovere lavoro degno anche nelle aree del Paese più disagiate.
Non ultimo, appare opportuno un appello alla responsabilità di tutti noi. L’economia e le leggi di mercato non devono passare sopra le nostre teste lasciandoci impotenti. Il mercato siamo noi: sia quando siamo imprenditori e lavoratori, sia quando promuoviamo e viviamo un consumo critico. La responsabilità sociale d’impresa è oggi un filone sempre più consolidato grazie anche agli interventi regolamentari che impongono alle aziende un bilancio sociale e prendono le distanze da comportamenti furbeschi volti solo alla speculazione. I credenti e tutti i cittadini di buona volontà sono chiamati in questo contesto propizio a stimolare le aziende a gareggiare tra loro anche sulla dignità del lavoro e a usare l’informazione sui loro comportamenti come criterio per le scelte di consumo e di risparmio.
La «mano invisibile» del mercato non è sufficiente a risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. È la nostra mano visibile che deve completare l’opera di con-creazione di una società equa e solidale e continuare a seminare speranza. Infatti, «i segni dei tempi, che racchiudono l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati in segni di speranza» (Spes non confundit, 7).
Roma, 19 marzo 2025
Solennità di san Giuseppe
LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE
“La cecità è la causa ultima della guerra, ogni guerra è irrazionale.
Preghiamo, impegniamoci per la Pace”
Il messaggio per la pace di Papa Francesco del 1° gennaio 2025 >>
La preghiera di Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo - Chiesa S. Domenico, Palermo, 4 novembre 2022
Papa Francesco ha detto: “La preghiera è la forza della pace” (Angelus, 23 ottobre 2022). Invito tutti noi stasera a una corale preghiera: tutte le fedi, tutte le confessioni religiose, tutti gli amanti e le amanti del dialogo e della pace, tutti i ricercatori di pace. Una preghiera intesa non come delega di responsabilità che invece ci appartengono, non come uno stucchevole aspettare una soluzione che pensiamo non dipendere da noi. Pregare, stasera, vuol dire concentraci profondamente, rientrare in noi stessi per attingere nella preghiera la nostra forza, quella della profezia della pace.
8 aprile 2024
Pubblicata oggi dal Dicastero della Dottrina della Fede la dichiarazione
DIGNITA’ INFINITA circa la Dignità umana
La Dichiarazione del Dicastero parla di «dignità infinita», intendendo con questo aggettivo che la dignità è esente da limiti quantitativi nel tempo e nello spazio: è in ogni uomo, in tutti gli uomini; da sempre e per sempre; ovunque. La dignità riguarda l’uomo in quanto uomo, al di là di ogni apparenza esteriore sul piano fisico, psichico e/o sociale o oltre ogni caratteristica concreta. L’uomo è degno a prescindere dalla fase di sviluppo che ha raggiunto (può essere un embrione o un soggetto morente); a prescindere dalle capacità che manifesta (può essere non ancora in grado o non più in grado di ragionare, volere, decidere); a prescindere dalle condizioni fisiche e/o psichiche (può essere sano o malato, abile o disabile); a prescindere dalle condizioni sociali (può essere ricco o povero); a prescindere dall’appartenenza etnica (può avere un diverso colore della pelle o appartenere a differenti culture). La dignità è umana in quanto “prescinde da” circostanze, situazioni e caratteristiche specifiche che ci rendono tutti “diversi” l’uno dall’altro. La dignità riguarda il nostro “essere” che ci costituisce come “uguali”.
Molti i temi di bioetica menzionati: aborto, maternità surrogata, eutanasia e suicidio assistito, richiamando alla «cultura della vita» dall’inizio alla fine contro la «cultura dello scarto». Anche i temi delle nuove tecnologie digitali sono menzionati, con le sfide e i pericoli che portano con sé. La Dichiarazione dunque ci stimola ad aprire gli occhi, a non «attenuare la coscienza», ma a identificare le violazioni, a porre attenzione anche a quelle meno evidenti, più silenziose, nascoste dietro linguaggi ambigui o a ideologie subdole, per comprendere che ogni violazione della dignità è una sconfitta per l’uomo e per l’umanità. (da “ Avvenire.it “)
Dichiarazione Dignità infinita circa la dignità umana - scarica il testo in formato pdf >>
Camminiamo Insieme
Facciamoci sempre più compaginare dallo Spirito Santo, per essere sempre più Chiesa sinodale e accolita
Una firma contro il cibo sintetico: scatta la mobilitazione Coldiretti
L'Arcidiocesi di Palermo aderisce e fa propria l'iniziativa della Coldiretti per una grande mobilitazione contro il cibo sintetico, promuovendo la raccolta di firme sul territorio dell'Arcidiocesi con l’obiettivo di promuovere una legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” fino al pesce senza mari, laghi e fiumi. Per info link al sito della Coldiretti >>
7° Seminario Nazionale di pastorale sociale (Palermo, 8-11 febbraio 2023)
" LA PARTE MIGLIORE" (Lc. 10, 42)
La formazione spirituale nella pastorale sociale
Il contributo della PSL ai Cantieri di Betania
"l’icona evangelica di Marta e Maria spiega che l’interesse dalla Chiesa per il sociale e il politico parte dall’ascolto della Parola” (Mons. G. Marciante, vescovo di Cefalù e delegato CESi per i Problemi sociali e il Lavoro). Sintesi e atti dei lavori del seminario >>
Ambiti propri della Pastorale sociale e del lavoro, in sintonia con gli orientamenti pastorali della Diocesi, sono: i problemi sociali (economia e politica), lavoro, giustizia e pace, salvaguardia del creato.
Attività ed iniziative:
- offre un contributo per il sostegno e il coordinamento delle iniziative pastorali delle Comunità parrocchiali nel territorio
- promuove lo studio dei documenti del Magistero e ne favorisce l’accoglienza;
- cura la verifica della situazione pastorale e l’approfondimento dei temi di maggior rilievo e urgenza;
- valorizza i soggetti operanti nel proprio settore ai vari livelli, favorendo intese e sinergie, e ne promuove la formazione;
- cura la preparazione e lo svolgimento di convegni, seminari e altri incontri
Focus, la Dottrina Sociale della Chiesa
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Il testo completo della Enciclica di Papa Francesco "Laudato sì" >>
- “Mai come in questo tempo deve essere forte l’impegno nel realizzare una casa comune dove ogni essere umano possa godere, in armonia e in fratellanza, dei beni destinati a tutti” ( Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo dell'8.10.22) >>
Focus, impegno sociale e lavoro
La vera ricchezza sono le persone"
Dal dramma delle morti sul lavoro alla cultura della cura
Il testo messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2022 >>
Il Progetto Policoro, progetto pastorale della Chiesa Italiana, affidato agli Uffici: Pastorale dei Problemi Sociali e del Lavoro, Pastorale Giovanile e Caritas Diocesana, finalizzato a vivificare il mondo del lavoro alla luce del Vangelo, promuovere la cultura di impresa e prendersi cura dei giovani che vogliono creare lavoro. sito web >> - pagina FB >>
Mettere a frutto le potenzialità della Sicilia!
Mons. Corrado Lorefice con il movimento le "valigie di cartone" fondato da Padre Garau per un patto di generazionalità a favore dei giovani siciliani >>
La Settimana sociale di Taranto non è stata un evento, ma un percorso. Un «punto di svolta» in tema di lavoro e di ambiente su cui costruire il futuro e la cura della casa comune
Link agli atti pubblicati >>
L'Ufficio della P.S.L. insieme ad altri 5 uffici pastorali dell'Arcidiocesi per un turismo religioso che sia incontro e condivisione di cammino di fede e risorsa per creare occasioni di lavoro.
turismo.chiesadipalermo.it >>
Le buone notizie dalla cronaca dell'impegno sociale del terzo settore dal "Ilmediterraneo24.it", gesto concreto del Progetto Policoro - Arcidiocesi di Palermo, nato dalla prima edizione del contest “New Technology for Welfare Lab”.
Link al sito >>
7 MAGGIO 2024
Tragedia sul lavoro a Casteldaccia,
“Queste morti sono una sconfitta sociale, una ferita che riguarda tutti, non
possiamo rassegnarci agli incidenti sul lavoro, non possiamo essere
indifferenti”
intervento dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice >>
Focus, Salvaguardia e Cura del Creato
Ascoltare il Creato facendo come Mosè davanti al roveto, per passare da un atteggiamento di saccheggio verso la casa comune a quello della meraviglia e della custodia.
pagina dedicata >>
Di fronte alla grave crisi energetica, diventa ancora più urgente, porre l’ecologia integrale al centro delle strategie pastorali della Chiesa nel promuovere la diffusione di buone pratiche e la nascita di Comunità energetiche.
Pagina dedicata >>
Petizione all'Amministrazione Comunale della Comunità dei cristiani della città di Palermo, per sollecitare interventi attuativi di misure concrete e immediate in risposta ai bisogni e alle attese della cittadinanza.
Pagina dedicata >>
Focus, Pace, Giustizia e Legalità
"Verrà il giudizio di Dio" >>
(San Giovanni Paolo II)
“Non cercate voti, cercate persone.
Dite di no alla mafia" >>
(Mons. Corrado Lorefice
Arcivescovo di Palermo)
Prese di pozione e manifestazioni in Diocesi di contrasto alla mafia >>

Siglato protocollo d'intesa tra commissione regionale Antimafia e Cesi
Il testo del messaggio per la giornata della pace 2024 di Papa Francesco
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E PACE
6 MARZO 2024
Conferenza Episcopale Siciliana - Comunicato Stampa del 5 marzo 2024 sul Disegno di legge sulla Autonomia Differenziata in discussione al Parlamento
I Vescovi delle diocesi di Sicilia continuano a seguire con attenzione l’iter della proposta di legge sull’Autonomia differenziata attualmente in discussione alla Camera dopo l’approvazione in
Senato il 23 gennaio scorso. Già in data 23 maggio 2023 la CESi, attraverso il Vescovo delegato per la Pastorale Sociale aveva presentato le osservazioni all’originario DDL, dopo aver consultato la
Commissione regionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato, l’Osservatorio Giuridico-Legislativo e la Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali
(CRAL); osservazioni regolarmente registrate presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato (seduta n. 67).
Diverse sono state le criticità rilevate nella comunicazione al Senato che in parte sono state recepite. Tuttavia ne permangono ancora altre, specialmente in riferimento alla particolare autonomia di cui gode la Sicilia, essendo una regione a Statuto speciale ma che non ha visto ancora non del tutto attuato quanto contemplato in esso. (continua ... >>)