Home Page

Papa Leone XIV:

« Lavorando noi diventiamo più persona, la nostra umanità fiorisce, i giovani diventano adulti soltanto lavorando. La Dottrina sociale della Chiesa ha sempre visto il lavoro umano come partecipazione alla creazione che continua ogni giorno, anche grazie alle mani, alla mente e al cuore dei lavoratori» (Dilexi te, 115)

«Essere una Chiesa vicina al mondo del lavoro, compassionevole e incarnata, perché l’annuncio del Vangelo diventi presenza concreta di consolazione e di speranza, ma anche parola profetica che richiami l’importanza di garantire il lavoro a tutti» (11 ott. 2025 discorso in Piazza San Pietro davanti alle Diocesi della Toscana)

 

In evidenza

“La pace sia con te!”.

Questo antichissimo saluto, ancora oggi quotidiano in molte culture, la sera di Pasqua si è riempito di nuovo vigore sulle labbra di Gesù risorto. «Pace a voi» ( Gv 20,19.21) è la sua Parola che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: “La pace sia con voi!”. Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.

La pace di Cristo risorto

Ad aver vinto la morte e abbattuto i muri di separazione fra gli esseri umani (cfr Ef 2,14) è il Buon Pastore, che dà la vita per il gregge e che ha molte pecore al di là del recinto dell’ovile (cfr Gv 10,11.16): Cristo, nostra pace. La sua presenza, il suo dono, la sua vittoria riverberano nella perseveranza di molti testimoni, per mezzo dei quali l’opera di Dio continua nel mondo, diventando persino più percepibile e luminosa nell’oscurità dei tempi. Continua ...

13 ottobre 2026 - TEMPO DEL CREATO 2026
Chiesa di S. Nicolò all’Albergheria

“GIAMMAI LE RELIGIONI POSSONO ESSERE UN ULTERIORE MOTIVO DI VIOLENZA, DI GUERRA, DI SEPARAZIONE”

Ispirati dal versetto di Isaia 2, 4 "FORGERANNO LE LORO SPADE IN VOMERI E LE LORO LANCE IN FALCI", le Comunità religiose in Palermo: Chiesa Anglicana, Chiesa Cattolica, Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno, Chiesa Evangelica della Riconciliazione, Chiesa Evangelica Luterana in Sicilia, Chiesa Evangelica Metodista, Chiesa Evangelica Valdese, Chiesa Ortodossa Rumena, Chiesa Ortodossa Russa, Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Comunità Bahà ì, Comunità Buddista, Comunità Ebraica, Comunità Induista e Comunità Islamica, si sono unite in preghiera nella VEGLIA ECUMENICA INTERRELIGIOSA, in occasione del TEMPO DEL CREATO 2026, per il rispetto della custodia del creato e per la pace nel mondo.

Link al testo delle preghiere condivise >>

L’incontro promosso ed organizzato dall’Arcidiocesi di Palermo tramite l’Ufficio Pastorale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, la Caritas Diocesana, il Servizio per la Pastorale giovanile, il Servio persone con disabilità, la Consulta delle Aggregazioni Laicali, con la partecipazione dei "Circoli Laudato Si' Palermo e Maria Ausiliatrice e il Progetto Policoro, si è concluso con l’intervento di MONS. CORRADO LOREFICE, Arcivescovo di Palermo che ha sottolineato come:

“E’ sotto i nostri occhi, nel nostro piccolo che la differenza religiosa è stata celebrata come prassi comune di pace. E’ in atto a Palermo una prassi di pace. Rimanendo nella nostra differenza, nella nostra diversità noi poniamo il segno che la diversità è fonte della prassi della pace … … Giammai, al di la del nome ch noi utilizziamo per chiamare Dio, giammai le religioni possono essere un ulteriore motivo di violenza, di guerra, di separazione. Anzi con quello che stiamo facendo qui, noi stiamo dimostrando che nella differenza c’è una potenza di pace che è unica e che oggi può inondare il mondo”.
Prima dell’abbraccio fraterno con cui si è sciolta l’assemblea si è cosi pregato ad una voce:

DIO DELLA VITA, RESPIRO DELL'UNIVERSO, SORGENTE DI AMORE E MISERICORDIA, NOI, DONNE E UOMINI, DI FEDI E TRADIZIONI DIVERSE, SIAMO QUI DAVANTI A TE, UNITI DAL DESIDERIO DI PACE, CUSTODI DELLA STESSA TERRA, FRATELLI E SORELLE NELLA VITA.
Tu ci hai donato la Terra, le acque, le foreste, i monti, e ogni creatura che la abita. Ci hai chiamati a custodire la vita, a condividere i suoi doni, a camminare insieme nella fraternità. Ma noi abbiamo seminato divisioni, abbiamo scelto la violenza, abbiamo trasformato le differenze in muri, e talvolta, il Tuo nome in motivo di odio.

DIO DELLA VITA, LIBERACI DALLA PAURA E DALL'INDIFFERENZA, RINNOVA I NOSTRI CUORI E INSEGNACI LE VIE DELLA PACE.
Trasforma le nostre spade in vomeri, le nostre lance in falci, il nostro odio in rispetto, le nostre divisioni in dialogo, le nostre paure in speranza. Insegnaci a custodire la Terra, non come padroni, ma come responsabili; a riconoscere in ogni persona una sorella e un fratello, in ogni creatura un dono, nella vita un bene da proteggere. Fa' che nessuno sia ucciso in nome della fede, che nessun popolo sia perseguitato, che nessuna creatura sia dimenticata.

DIO DELLA VITA, FA' DI NOI SEMINATORI DI PACE, ARTIGIANI DI GIUSTIZIA, CUSTODI DELLA TUA CREAZIONE.
Venga il giorno in cui i popoli non impareranno più la guerra, in cui la Terra sarà liberata dalla violenza e ogni essere vivente potrà fiorire nella dignità, nella pace e nella speranza. Fa' che tutto questo cominci da noi, dalle nostre mani, dalle nostre scelte, dal nostro impegno quotidiano.

UN SOLO RESPIRO CI ATTRAVERSA. UNA SOLA TERRA CI ACCOGLIE.
UNA SOLA UMANITÀ CI UNISCE. LA PACE È RESPONSABILITÀ DI TUTTI.
DIO DELLA VITA, IL TUO RESPIRO CI RINNOVI, IL TUO AMORE CI UNISCA
E LA PACE ABITI NEI NOSTRI CUORI E SULLA NOSTRA TERRA. AMEN.

All’incontro, reso possibile dalla disponibilità DON GIUSEPPE CALDERONE , Parroco delle Parrocchie di S. Nicolò all’Albergheria e di San Giuseppe Cafasso, che si ringrazia insieme ai Vicari PARROCCHIALI DON ENZO VOLPE e DON ANTONINO D’ALIA, hanno partecipato i CIRCOLI LAUDATO SÌ DI PALERMO E MARIA AUSILIATRICE

La foto galleria

1 Settembre 2026

11ª Giornata per la Custodia del Creato – 1° settembre 2026

La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato ricorre il 1° settembre e segna l’inizio del Tempo del Creato, che si conclude il 4 ottobre, festa liturgica di San Francesco d’Assisi.

Pubblicato il testo del messaggio del Santo Padre, Papa Leone XIV, in occasione della 21^ Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato 2026,  a cui il Pontefice ha dato il tema “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4),  per sottolineare il legame tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente.  Una grave violazione del nostro dovere di prenderci cura del creato ed una minaccia a lungo termine per la vita di centinaia di milioni di persone, perché, spiega Leone XIV,  “l’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare.  Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti”.

Pur rimarcando una responsabilità politica di fronte ai conflitti armati e alle crisi ambientali, Papa Leone XIV afferma che “le ferite della guerra e il degrado della terra sono profondamente legati alla condizione del cuore umano”, e sono pertanto “conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana”. In questa prospettiva il Santo Padre invoca “una conversione più profonda, sia personale che collettiva”, il rinnovamento dei cuori che apre nuove possibilità, e sottolinea che “la chiamata profetica a ‘forgiare le spade in vomeri’ (cfr Is 2,4) non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona”. Per tutti “è il cammino di un’autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda”. (dal testo nel sito web del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale)

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
PAPA LEONE XIV
PER LA Xl GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO 2026

"Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance infalci" (/s 2,4)

Cari fratelli e sorelle,

nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza (cfr Gv 10,10). Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli E della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell'amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore.
Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell'equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un'unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito.
Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa non è né superficiale né fugace; scaturisce dall'amore perenne di Cristo e dalla sua cura per ogni persona umana.

Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo. Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (1s 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene. Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l'esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra.
La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione (cfr Conc. Ecum. Vat. Il, Cost. past. Gaudium et spes, 77-82); lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni. L'interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l'aria e l'acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all'insorgere di ulteriori conflitti.
Per di più, la guerra infligge ferite che danneggiano l'intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l'intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale.
Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace.
Le crisi menzionate richiedono, oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato. Di fatto, le disarmonie che vediamo nel mondo, come la violenza, l'ingiustizia e il degrado ecologico, non sono semplicemente il risultato di sistemi o strutture imperfetti; essi «si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell'uom
dbiti., 10). In realtà, è il cuore umano il luogo in cui si svolgono le lotte più profonde e in cui si rivela la nostra condizione decaduta. Esso, oltre che la sede delle emozioni, è il centro della persona, in cui convergono ragione, desiderio, volontà e coscienza. È lì che combattiamo con le voglie contraddittorie che ci abitano, amore e indifferenza, verità e illusione, giustizia e ingiustizia (cfr Gc 1,14-15). Le ferite della guerra e il degrado della terra, perciò, sono profondamente legati alla condizione del cuore umano. I conflitti che tormentano l'umanità sono per molti versi espressione esteriore di contrasti e divisioni interiori. Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine.

Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che «i deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi» (Omelia per l'Inizio del Ministero Petrina 24 aprile 2005). Il che ci invita a riconoscere che, in qualche maniera, ciò che è spezzato attorno a noi lo è anche dentro di noi. Per questo motivo, per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l'incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.
La chiamata profetica a "forgiare le spade in vomeri" (cfr ls 2,4) non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona. Ci invita a trasformare ciò che È male in vita. Tuttavia questa trasformazione non può essere realizzata soltanto attraverso un cambiamento esteriore. Essa richiede, in cooperazione con la grazia di Dio, una conversione più profonda, sia personale che collettiva: un ritorno al Signore, che riporterà ordine nei nostri desideri, guarirà le nostre ferite e ci aiuterà a crescere nella virtù.
Senza questa trasformazione interiore, la pace rimane fragile e di breve durata. Ma dove i cuori si rinnovano, si cominciano ad aprire nuove possibilità. Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato. Questo è il cammino di un'autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell'incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda (cfr Francesco, Lett. enc. Laudato si', 217). La pace. quindi, comincia nel cuore e si riflette all'esterno nelle nostre relazioni, nelle comunità e pi( ampiamente nel mondo.
Sebbene le sfide che ci attendono siano enormi, il Signore non ci lascia privi dei mezzi di guarigione e di trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il Dio della pace ci dona la forza di guarire, riconciliare e costruire una civiltà dell'amore. In questo modo siamo chiamati a tutelare i molti "ecosistemi" che ci sono stati affidati: del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell'uomo.

Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell'avvento del Regno di Dio.

I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l'amore. Questi scaturiscono da cuori plasmati dal Vangelo e sostenuti dalla grazia di Dio. Solo queste qualità hanno il potere di trasformare gli individui, rinnovare le comunità e guarire le ferite del nostro mondo.

Cari fratelli e sorelle, il cammino che abbiamo davanti è chiaro, seppure non facile. Siamo chiamati a lasciare che i nostri cuori siano rinnovati, perché possiamo cercare la pace e prenderci cura del creato. La Scrittura ci raccomanda di custodire i nostri cuori, poiché è da essi che sgorga tutto ciò che facciamo (cfr Pr 4,23).

Se ci assumiamo questo compito con umiltà e fede, diventeremo collaboratori nell'opera d rinnovamento di Dio. Passeremo, lentamente ma inesorabilmente, dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione e dalla violenza alla pace.

Il Signore ci dia il coraggio di percorrere questa via, perché in questo nostro tempo le "spade" siano realmente "forgiate in vomeri", la promessa del Vangelo si radichi più profondamente nel nostro mondo e la pace di Cristo regni su tutto il creato.
Dal Vaticano, 15 agosto 2026, Assunzione della B.V. Maria.

LEONE PP. XIV

Camminiamo Insieme

Facciamoci sempre più compaginare dallo Spirito Santo, per essere sempre più Chiesa sinodale e accolita

Una firma contro il cibo sintetico: scatta la mobilitazione Coldiretti

L'Arcidiocesi di Palermo aderisce e fa propria l'iniziativa della Coldiretti per una grande mobilitazione contro il cibo sintetico, promuovendo la raccolta di firme sul territorio dell'Arcidiocesi con l’obiettivo di promuovere una legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” fino al pesce senza mari, laghi e fiumi. Per info link al sito della Coldiretti >>

7° Seminario Nazionale di pastorale sociale (Palermo, 8-11 febbraio 2023)

" LA PARTE MIGLIORE" (Lc. 10, 42)
La formazione spirituale nella pastorale sociale
Il contributo della PSL ai Cantieri di Betania
"l’icona evangelica di Marta e Maria spiega che l’interesse dalla Chiesa per il sociale e il politico parte dall’ascolto della Parola” (Mons. G. Marciante, vescovo di Cefalù e delegato CESi per i Problemi sociali e il Lavoro). Sintesi e atti dei lavori del seminario >>

Ambiti propri della Pastorale sociale e del lavoro, in sintonia con gli orientamenti pastorali della Diocesi, sono: i problemi sociali (economia e politica), lavoro, giustizia e pace, salvaguardia del creato.

Attività ed iniziative:

  • offre un contributo per il sostegno e il coordinamento delle iniziative pastorali delle Comunità parrocchiali nel territorio
  • promuove lo studio dei documenti del Magistero e ne favorisce l’accoglienza;
  • cura la verifica della situazione pastorale e l’approfondimento dei temi di maggior rilievo e urgenza;
  • valorizza i soggetti operanti nel proprio settore ai vari livelli, favorendo intese e sinergie, e ne promuove la formazione;
  • cura la preparazione e lo svolgimento di convegni, seminari e altri incontri

Focus, la Dottrina Sociale della Chiesa

il Pontefice Papa Leone XIV nella sua prima enciclica “Magnifica humanitas sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, pubblicata nel 135° anniversario della “Rerum Novarum”, avvia la sua riflessione avvertendo che “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”.

Link al testo completo della Enciclica >>

La Dichiarazione del Dicastero parla di «dignità infinita», intendendo con questo aggettivo che la dignità è esente da limiti quantitativi nel tempo e nello spazio: è in ogni uomo, in tutti gli uomini; da sempre e per sempre; ovunque. La dignità riguarda l’uomo in quanto uomo, al di là di ogni apparenza esteriore sul piano fisico, psichico e/o sociale o oltre ogni caratteristica concreta.

Dichiarazione Dignità infinita circa la dignità umana - scarica il testo in formato pdf >>

1. «Ti ho amato» (Ap 3,9), dice il Signore a una comunità cristiana che, a differenza di altre, non aveva alcuna rilevanza o risorsa ed era esposta alla violenza e al disprezzo: «Per quanto tu abbia poca forza […] li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi» (Ap 3,8-9). Questo testo richiama le parole del cantico di Maria: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1,52-53).
.... Continua >>>

Focus, impegno sociale e lavoro

"La vera ricchezza sono le persone, dal dramma delle morti sul lavoro alla cultura della cura"
Il testo messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2022 >>

"Giovani e lavoro per nutrire la speranza"
Il testo messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2023 >>

Il lavoro per la partecipazione e la democrazia
Il testo messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2024 >>

Il lavoro, un'alleanza generatricr di speranza
Il testo del messaggio dei Vescovi Italiani per il 1° maggio 2025 >>

 

Il Progetto Policoro, progetto pastorale della Chiesa Italiana, affidato agli Uffici: Pastorale dei Problemi Sociali e del Lavoro, Pastorale Giovanile e Caritas Diocesana, finalizzato a vivificare il mondo del lavoro alla luce del Vangelo, promuovere la cultura di impresa e prendersi cura dei giovani che vogliono creare lavoro. sito web >> -  pagina FB >>

La Settimana sociale di Taranto non è stata un evento, ma un percorso. Un «punto di svolta» in tema di lavoro e di ambiente su cui costruire il futuro e la cura della casa comune
Link agli atti pubblicati >>

L'Ufficio della P.S.L. insieme ad altri 5 uffici pastorali dell'Arcidiocesi per un turismo religioso che sia incontro e condivisione di cammino di fede e risorsa per creare occasioni di lavoro.
turismo.chiesadipalermo.it >>

Le buone notizie dalla cronaca dell'impegno sociale del terzo settore dal "Ilmediterraneo24.it", gesto concreto del Progetto Policoro - Arcidiocesi di Palermo, nato dalla prima edizione del contest  “New Technology for Welfare Lab”.
Link al sito >>

7 MAGGIO 2024

Tragedia sul lavoro a Casteldaccia,

“Queste morti sono una sconfitta sociale, una ferita che riguarda tutti, non
possiamo rassegnarci agli incidenti sul lavoro, non possiamo essere
indifferenti”

intervento dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice >>

Focus, Salvaguardia e Cura del Creato

Ascoltare il Creato facendo come Mosè davanti al roveto, per passare da un atteggiamento di saccheggio verso la casa comune a quello della meraviglia e della custodia.
pagina dedicata >>

Di fronte alla grave crisi energetica, diventa ancora più urgente, porre l’ecologia integrale al centro delle strategie pastorali della Chiesa nel promuovere la diffusione di buone pratiche e la nascita di Comunità energetiche.
Pagina dedicata >>

Petizione all'Amministrazione Comunale della Comunità dei cristiani della città di Palermo, per sollecitare interventi attuativi di misure concrete e immediate in risposta ai bisogni e alle attese della cittadinanza.
Pagina dedicata >>

Focus, Pace, Giustizia e Legalità

“A Ceuta un’Europa sempre più disumana conclama il declino della sua civiltà”

l’intervento di Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e Presidente della Commissione CEI sulle Migrazioni >>

Link utili


Arcidiocesi di Palermo